{"id":1920,"date":"2018-09-01T09:10:21","date_gmt":"2018-09-01T07:10:21","guid":{"rendered":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/2018\/09\/01\/linguaggi-di-programmazione-da-sapere-per-prepararsi-al-futuro\/"},"modified":"2021-12-06T15:44:32","modified_gmt":"2021-12-06T14:44:32","slug":"linguaggi-di-programmazione-da-sapere-per-prepararsi-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/linguaggi-di-programmazione-da-sapere-per-prepararsi-al-futuro\/","title":{"rendered":"I linguaggi di programmazione da sapere per prepararsi al futuro"},"content":{"rendered":"<p>\u201cTutti dovrebbero sapere come programmare un computer, perch\u00e9 ti insegna a pensare\u201d, diceva Steve Jobs. Ma programmare in quale linguaggio? La scelta \u00e8 talmente ampia da essere difficile, soprattutto per chi \u00e8 agli inizi. Tutti coloro che vogliono diventare sviluppatori si pongono questa domanda: quali linguaggi di programmazione bisogna conoscere e su quali conviene puntare per il futuro?<\/p>\n<h3><strong>I 5 linguaggi di programmazione pi\u00f9 richiesti <\/strong><\/h3>\n<p>Una prima risposta pu\u00f2 darcela il <a href=\"https:\/\/www.tiobe.com\/tiobe-index\/\"><strong>Tiobe Index<\/strong><\/a>, l\u2019indice di popolarit\u00e0 stilato da Tiobe, societ\u00e0 olandese specializzata nella valutazione della qualit\u00e0 del software. Questo indice viene aggiornato ogni mese e si fonda sulle ricerche effettuate dagli utenti su 25 motori di ricerca: rileva <strong>quali sono i linguaggi pi\u00f9 popolari<\/strong>, confrontando i dati con l\u2019anno precedente, ed \u00e8 quindi utile per capire le tendenze del settore e le competenze che potranno essere richieste agli sviluppatori nel breve-medio periodo.<\/p>\n<p>Dalla classifica di maggio 2018 emerge che i primi cinque posti sono saldamente occupati da altrettanti linguaggi che da anni dominano il mercato dell\u2019informatica e che, presumibilmente, saranno ancora richiesti per diverso tempo.<\/p>\n<p>Ecco <strong>i cinque linguaggi di programmazione pi\u00f9 ricercati<\/strong>, secondo il Tiobe Index:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Java<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 ai primi posti della classifica da 15 anni: \u00e8 il linguaggio per sviluppare <strong>applicazioni per web, smartphone e tablet<\/strong> e deve il suo duraturo successo al fatto di essere adatto allo sviluppo in qualsiasi ambito e indipendente dai diversi sistemi operativi. Molti sviluppatori tuttora cominciano a imparare la programmazione proprio da Java.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>C<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 il linguaggio pi\u00f9 antico (\u00e8 stato ideato nel 1972) ancora in uso ed \u00e8 la base sulla quale sono stati sviluppati alcuni di quelli pi\u00f9 recenti, come Java e Python. \u00c8 apprezzato per la sua efficienza ed \u00e8 utilizzato per i <strong>software di sistema<\/strong> e in ambiti come <strong>l\u2019elettronica, le telecomunicazioni, i processi industriali.<\/strong><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>C++<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Come dice il nome, \u00e8 nato come versione potenziata di C, grazie alla programmazione a oggetti e altre funzioni avanzate. \u00c8 un linguaggio potente, utilizzato anche per il <strong>firmware<\/strong>, il software che viene installato in modo permanente nelle memorie di sistema.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Python<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Deve il suo nome alla passione del suo ideatore per il gruppo comico britannico dei Monty Python ed \u00e8 considerato facile da imparare e divertente da usare, tanto che, almeno negli Stati Uniti, sta soppiantando Java come primo linguaggio studiato dagli aspiranti programmatori. Si usa per sviluppare <strong>applicazioni web<\/strong> e per l\u2019<strong>analisi dei <\/strong>dati; tra gli utilizzatori ci sono i siti Internet di Instagram, Pinterest e della Nasa.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>C#<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si pronuncia \u201cC sharp\u201d ed \u00e8 stato sviluppato nel 2000 da Microsoft all\u2019interno della sua piattaforma .NET, come evoluzione di C e C++. \u00c8 il linguaggio delle <strong>applicazioni Microsoft<\/strong>, ma utilizzato anche per <strong>smartphone e videogiochi<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>I linguaggi di programmazione del futuro<\/strong><\/h3>\n<p>I nuovi linguaggi \u201ccambieranno il modo in cui scriviamo codici oggi e stenderanno le basi per il futuro della programmazione.\u201d Lo afferma con sicurezza, in un articolo per <a href=\"https:\/\/techbeacon.com\/13-programming-languages-defining-future-coding\">TechBeacon<\/a>, Peter Wayner, esperto sviluppatore che scrive di programmazione software per numerose testate statunitensi.<\/p>\n<p>Alcuni sono nati da poco, altri sono stati ideati come versione moderna di linguaggi \u201cclassici\u201d, ma tutti, sottolinea Wayner, \u201cstanno cambiando il modo in cui diciamo ai computer che cosa fare.\u201d<\/p>\n<p>Ecco <strong>i linguaggi di programmazione pi\u00f9 promettenti<\/strong>, quelli da studiare gi\u00e0 oggi per essere pronti per il prossimo futuro.<\/p>\n<p><strong>R<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 nato nel 1995, ma ha cominciato a diventare popolare di recente, grazie all\u2019interesse crescente per i big data. R \u00e8 infatti un linguaggio per analisi statistiche complesse, pensato per semplificare il lavoro dei data scientist per <strong>analizzare, organizzare e creare rappresentazioni grafiche di dati<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>MATLAB<\/strong><\/p>\n<p>La prima versione risale addirittura agli anni \u201970 e per anni \u00e8 stato riservato ai matematici e agli scienziati per il calcolo numerico complesso; ora viene utilizzato per <strong>analizzare dati e sviluppare algoritmi<\/strong>. Le applicazioni di MATLAB vanno dall\u2019Internet of Things, per collegare oggetti e farli comunicare tra di loro, al campo medico, per realizzare strumenti avanzati di diagnosi e cura.<\/p>\n<p><strong>Ruby<\/strong><\/p>\n<p>Noto anche come Ruby on Rails, dal nome dell\u2019infrastruttura dedicata, \u00e8 un linguaggio facile e flessibile per costruire <strong>siti e applicazioni web<\/strong>. La semplicit\u00e0 e rapidit\u00e0 di sviluppo lo fanno apprezzare particolarmente dai programmatori alle prime armi.<\/p>\n<p><strong>Go<\/strong><\/p>\n<p>Quando Google l\u2019ha creato nel 2007, ha voluto esplicitamente realizzare un linguaggio facile e lineare per sviluppare \u201csoftware semplice, affidabile ed efficiente\u201d, per esempio per <strong>applicazioni web<\/strong>. Anche per Go il motivo del suo crescente successo \u00e8 la semplicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Swift<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 relativamente giovane (\u00e8 stato creato da Apple nel 2014), ma \u00e8 gi\u00e0 stato adottato da societ\u00e0 come Yahoo e LinkedIn. Ideato per gli sviluppatori iOS, Swift \u00e8 il linguaggio del futuro per <strong>sviluppare applicazioni nel mondo Apple<\/strong>, ma pu\u00f2 essere utilizzato anche in ambienti Linux e Android, cosa che sar\u00e0 senz\u2019altro un punto a favore per la sua diffusione nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Come si vede, alcuni di questi linguaggi sono nati da poco, altri invece sono la versione moderna e aggiornata di \u201cclassici\u201d creati gi\u00e0 tempo fa. Tutti i nuovi linguaggi di programmazione, per\u00f2, hanno qualcosa in comune, sottolinea l\u2019esperto: \u201ccambieranno il modo in cui diremo ai computer che cosa fare\u201d. Una sfida avvincente per i programmatori del futuro.<\/p>\n<p>La redazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTutti dovrebbero sapere come programmare un computer, perch\u00e9 ti insegna a pensare\u201d, diceva Steve&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1477,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[207],"tags":[215,208,220,222,221],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1920"}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1920"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1920\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2175,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1920\/revisions\/2175"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}