{"id":1941,"date":"2019-05-13T10:40:34","date_gmt":"2019-05-13T08:40:34","guid":{"rendered":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/2019\/05\/13\/donne-e-informatica-genio-femminile-tecnologia\/"},"modified":"2021-12-06T15:55:15","modified_gmt":"2021-12-06T14:55:15","slug":"donne-e-informatica-genio-femminile-tecnologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/donne-e-informatica-genio-femminile-tecnologia\/","title":{"rendered":"Donne e informatica: quando il genio femminile incontra la tecnologia"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201c<em>L\u2019informatica \u00e8 troppo importante per essere lasciata agli uomini.<\/em>\u201d<\/strong> Parola di Karen Sp\u00e4rck Jones, che gi\u00e0 nel 1972 aveva teorizzato il funzionamento dei motori di ricerca, vent&#8217;anni prima della nascita del web. E non doveva avere tutti i torti, visto che, prima di lei, era stata una donna a sviluppare il software di bordo dell\u2019Apollo 11, che nel 1969 port\u00f2 l\u2019uomo sulla Luna, e un\u2019altra ancora a inventare il primo programma della storia dell\u2019informatica, nel lontanissimo 1843.<\/p>\n<p>Nonostante la presenza di scienziate e studiose brillanti, il rapporto tra donne e informatica non \u00e8 mai stato facile: ancora oggi\u00a0<strong>\u00a0persiste il pregiudizio che scienza e tecnologia siano \u201ccose da uomini\u201d.<\/strong> Secondo l\u2019ultimo rapporto di <a href=\"https:\/\/www.informatics-europe.org\/\">Informatics Europe<\/a>, nel 2018, nei corsi di laurea di informatica delle universit\u00e0 italiane le studentesse erano solo il 20%, meno della media europea. Le discipline STEM (scienza\/tecnologia\/ingegneria\/matematica), secondo i recenti dati ONU, sono scelte solo dal 30% delle universitarie: un dato preoccupante, visto che saranno proprio questi gli ambiti dove si svilupperanno i lavori del futuro.<\/p>\n<p>Eppure, basta guardare la storia dell\u2019informatica per scoprire che non solo le donne sono brave in questo ambito, ma spesso hanno anche battuto sul tempo i colleghi uomini.<\/p>\n<h2><strong>Donne e informatica: le magnifiche sette che hanno fatto la storia<\/strong><\/h2>\n<p>Dal primo programma al primo linguaggio, alla prima foto di un buco nero, ecco sette donne che hanno smentito ogni pregiudizio su donne e informatica.<\/p>\n<p><strong>Ada, la prima programmatrice<\/strong><\/p>\n<p>Molti sanno che fu il matematico inglese Charles Babbage a inventare nell\u2019Ottocento la prima macchina per il calcolo automatico. In pochi sanno invece che il metodo per programmarla non lo cre\u00f2 lui, bens\u00ec la sua assistente, <strong>Ada Lovelace <\/strong>(1815-1852), figlia del poeta George Byron e grande appassionata di matematica. Nel 1843, a 28 anni, Ada invent\u00f2 il primo programma della storia informatica e in suo onore \u00e8 stato poi sviluppato negli anni Ottanta il linguaggio di programmazione ADA.<\/p>\n<p><strong>Karen, la teorica dei motori di ricerca <\/strong><\/p>\n<p>Era inglese anche <strong>Karen Sp\u00e4rck Jones <\/strong>(1935-2007), ricercatrice e poi docente di informatica all\u2019Universit\u00e0 di Cambridge. Nel 1972 condusse uno dei suoi studi pi\u00f9 importanti su una funzione fondamentale per misurare l\u2019importanza di una parola in un insieme di documenti, oggi alla base del meccanismo dei motori di ricerca. Karen \u00e8 ricordata anche per il suo impegno a sostegno delle donne nell\u2019informatica.<\/p>\n<p><strong>Grace, l\u2019inventrice del Cobol e del debugging<\/strong><\/p>\n<p>Scienziata con un dottorato in matematica e contrammiraglio della Marina statunitense, <strong>Grace Murray Hopper<\/strong> (1906-1992) \u00e8 stata la prima programmatrice del computer Mark I, usato dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale per decifrare i codici nemici. Fu lei a inventare il termine <em>debugging<\/em> per indicare la procedura di individuazione e correzione dei malfunzionamenti: il computer si era bloccato e Grace risolse il problema eliminando la falena (il <em>bug<\/em>, insetto) che vi era rimasta intrappolata. Ma Grace Hopper \u00e8 stata soprattutto l\u2019inventrice del <a href=\"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/linguaggi-di-programmazione-da-sapere-per-prepararsi-al-futuro\/\">linguaggio di programmazione<\/a> Cobol, sviluppato nel 1959 e in uso ancora oggi.<\/p>\n<p><strong>Margaret, che ha portato l\u2019uomo sulla Luna<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 anche grazie a lei se nel 1969 la missione dell\u2019Apollo 11 ebbe successo: a 33 anni <strong>Margaret Hamilton<\/strong> era la direttrice del Software Engineering Division\u00a0del MIT\u00a0Instrumentation Laboratory, che svilupp\u00f2 il software di bordo per il programma spaziale\u00a0Apollo. Per questo motivo ha ricevuto nel 2016 la Medaglia presidenziale della libert\u00e0, la pi\u00f9 alta onorificenza per un civile statunitense.<\/p>\n<p><strong>Anita e la community delle Systers<\/strong><\/p>\n<p>Programmatrice fin dagli anni \u201960, <strong>Anita Borg <\/strong>(1949-2003) ha sviluppato e brevettato software e sistemi, ma la sua creazione pi\u00f9 importante fu Systers, una comunit\u00e0 online a sostegno delle donne che lavoravano nell\u2019informatica e che comunicava tramite email: era il 1987, molto prima del web e dei social. <a href=\"https:\/\/anitab.org\/systers\/\">Systers<\/a> esiste ancora oggi e continua la sua attivit\u00e0 a favore della parit\u00e0 di genere nel mondo IT.<\/p>\n<p><strong>Radia, la mamma del web<\/strong><\/p>\n<p>A 68 anni \u00e8 tuttora annoverata tra i pi\u00f9 grandi esperti a livello mondiale di ingegneria delle reti: <strong>Radia Perlman<\/strong> ha numerosi brevetti, ma l\u2019invenzione che l\u2019ha resa famosa \u00e8 quella del protocollo STP (Spanning Tree Protocol), usato per realizzare reti complesse. Il suo protocollo di comunicazione \u00e8 alla base del funzionamento del web.<\/p>\n<p><strong>Katie e la foto del buco nero<\/strong><\/p>\n<p>Il suo sorriso felice, di fronte al computer, ha fatto il giro del mondo: a 29 anni <strong>Katie Bouman<\/strong> non solo \u00e8 professoressa associata al California Institute of Technology, ma \u00e8 gi\u00e0 diventata celebre per aver sviluppato uno degli algoritmi usati per scattare la prima foto al mondo di un buco nero, il 10 aprile scorso. Aveva cominciato a lavorare a questo progetto due anni fa, durante il dottorato in informatica.<\/p>\n<figure><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Margaret_Hamilton_in_azione-768x596.jpg\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" srcset=\"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Margaret_Hamilton_in_azione-768x596.jpg 768w, https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Margaret_Hamilton_in_azione-300x233.jpg 300w, https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Margaret_Hamilton_in_azione.jpg 800w\" alt=\"Margaret Hamilton\" width=\"768\" height=\"596\" \/><figcaption>Margaret Hamilton in azione<\/figcaption><\/figure>\n<h2><strong>Combattere i pregiudizi: cosa si fa in Italia e nel mondo per sostenere le donne digitali del futuro<\/strong><\/h2>\n<p>Nonostante tutto, molte ragazze devono lottare ancora contro i pregiudizi che vedono le donne poco adatte a occuparsi di computer e sistemi informatici. Proprio per questo \u00e8 scesa in campo anche l\u2019ONU, che dal 2015 dedica l\u201911 febbraio alla <a href=\"https:\/\/womeninscienceday.org\/\">Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza<\/a>, mentre il 25 aprile \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.itu.int\/en\/ITU-D\/Digital-Inclusion\/Women-and-Girls\/Girls-in-ICT-Portal\/Pages\/Portal.aspx\">Giornata internazionale delle ragazze nell\u2019ICT<\/a>: entrambe le date vengono celebrate ovunque con manifestazioni e progetti a favore delle giovani che vogliono dedicarsi allo studio delle materie scientifiche e tecnologiche.<\/p>\n<p>In Italia, per rafforzare l&#8217;unione tra donne e informatica, il Politecnico di Milano ha lanciato gi\u00e0 da qualche anno il progetto <a href=\"https:\/\/isf.polimi.it\/le-ragazze-possono-2\/\">Le ragazze possono<\/a>, per sostenere le studentesse nella scelta del percorso universitario e indirizzarle verso le professioni scientifiche; nell\u2019ultima edizione si sono aggiunte proposte per le giovanissime delle scuole medie e per le potenziali imprenditrici interessate a lanciare startup nel mondo IT.<\/p>\n<p>Ci sono anche aziende che offrono un supporto economico negli studi. Il gruppo assicurativo Generali ha avviato <a href=\"https:\/\/www.units.it\/news\/generali4girls-stem-borse-di-studio-studentesse\">Generali4Girls in STEM<\/a>: 5 borse di studio alle migliori studentesse che, dopo la maturit\u00e0, vogliono iscriversi al corso di laurea di Statistica e Informatica per l\u2019Azienda, la Finanza e l\u2019Assicurazione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trieste.\u00a0Un progetto analogo \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.womentechmakers.com\/scholars\">Women Techmakers<\/a> di Google, nato in memoria di Anita Borg, al quale possono partecipare universitarie di tutto il mondo e che mette a disposizione borse di studio, workshop, incontri e soprattutto una community online.<\/p>\n<p>Prima ancora di arrivare all\u2019universit\u00e0, si pu\u00f2 fare un\u2019esperienza estiva con <a href=\"https:\/\/www.ragazzedigitali.it\/\">Ragazze Digitali<\/a>, il Summer Camp di informatica dedicato alle studentesse di terza e quarta superiore: un corso di alcune settimane tra giugno e luglio per imparare a programmare. L\u2019iniziativa \u00e8 gratuita e si svolge nelle citt\u00e0 di Modena, Reggio Emilia e Cesena.<\/p>\n<p>Infine, <a href=\"http:\/\/www.girlgeeklife.com\/\">Girl Geek Life<\/a>, il magazine online italiano per le ragazze appassionate di tecnologia e innovazione, fornisce informazioni su scuola e lavoro, ma anche gadget, app e how-to, dai social media alla programmazione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, come diceva Grace Hopper, che su donne e informatica aveva le idee chiare:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Le donne sono davvero delle brave programmatrici per una ragione in particolare: sono abituate a portare a termine le cose<\/em>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019informatica \u00e8 troppo importante per essere lasciata agli uomini.\u201d Parola di Karen Sp\u00e4rck Jones,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1517,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[207],"tags":[272,279,208,280],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1941"}],"collection":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1941"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2196,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1941\/revisions\/2196"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reteinformaticalavoro.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}