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PHP: cos’è, a cosa serve e perché diventarne un esperto

da Redazione

Il PHP è un linguaggio di programmazione tanto rivoluzionario quanto semplice: non è tra i più moderni, ma, a distanza di anni dalla sua nascita, continua a godere di grande popolarità. Secondo gli ultimi dati riportati da w3techs, PHP è infatti utilizzato dal 78% dei siti, tra cui i noti Facebook, Wordpress e Wikipedia.

In questo articolo daremo una definizione di PHP, ne analizzeremo le caratteristiche e scopriremo cosa lo rende così popolare e richiesto nel mondo del lavoro.

Linguaggio PHP: definizione e caratteristiche

Correva l’anno 1994 quando Rasmus Lerdorf, giovane programmatore groenlandese, ipotizzò un nuovo linguaggio di programmazione per rendere le pagine web più dinamiche: l’8 giugno 1995 presentò la prima versione di PHP.

PHP è un acronimo ricorsivo che sta per “PHP: Hypertext Preprocessor”, anche se in origine stava per “Personal Home Page Tools”.

Si tratta di un linguaggio di scripting definito server side, ovvero un linguaggio che risiede in un server in remoto e che interpreta le istruzioni del client, le elabora e le restituisce al client che ha formulato la richiesta.

PHP è infatti un linguaggio interpretato, ovvero esiste un programma, chiamato appunto “interprete”, che si occupa di tradurre il codice PHP in un linguaggio comprensibile al computer.

Ma dopo più di vent’anni, cosa rende questo linguaggio ancora così popolare?

  1. Ha una licenza open source che consente di modificare liberamente il codice sorgente.
  2. Si integra facilmente con l’HTML, ovvero è possibile inserire il codice PHP all’interno di una pagina contenente codice HTML.
  3. Gode del supporto di una community forte e sempre attiva.

Altri elementi che caratterizzano PHP e lo distinguono da altri linguaggi di programmazione:

  • interagisce con un’ampia gamma di database: supporto integrato con i database più diffusi, tra cui MySQL, MSSQL, PostgreSQL, dBase e Hyperwave;
  • è multipiattaforma: può essere utilizzato sui principali sistemi operativi, inclusi Linux, Microsoft Windows, MacOS X;
  • supporta la maggior parte dei server web esistenti: tra cui Apache, Ngnix, Microsoft Internet Information Server, Personal Web Server, Caudium e molti altri.
  • si adatta anche alle librerie quali: penSSl, GD, Gettext, Curl, Ming e altro.

Di conseguenza, si ha la libertà di decidere di lavorare su qualsiasi sistema operativo e qualsiasi server web.

A cosa serve e cosa può fare PHP

PHP può fare praticamente qualsiasi cosa. Si tratta di un linguaggio progettato per essere semplice, veloce e flessibile: proprio per questo è perfetto tanto per lo sviluppo di un basico blog quanto per quello di applicazioni web più complesse, come siti web, forum, social network e software per il calcolo.

Per la realizzazione di un’applicazione web occorrono, lato client, tre linguaggi diversi, ovvero HTML, CSS e Javascript. Per quanto riguarda il lato server, invece, la scelta dei linguaggi è veramente ampia, ma quelli più usati attualmente su internet sono quattro: PHP, ASP.NET, Java e Python. In questo caso, la nostra scelta ricadrà su PHP.

Google premia con un migliore posizionamento i siti web che rispettano una serie di parametri, tra cui velocità di navigazione e tempi rapidi di caricamento delle pagine. Un elemento che concorre a rendere più veloce un sito web, è l’ottimizzazione del linguaggio di scripting in uso: PHP è in continua evoluzione e, dalla versione 7.1 in avanti, consente agli sviluppatori di usufruire di performance migliori, con siti web dinamici che caricano più del 100% velocemente utilizzando meno memoria.

La tecnologia PHP permette dunque di creare pagine dinamiche e, pur disponendo di una sintassi piuttosto semplice, è comunque in grado di offrire moltissime funzionalità, tra cui:

  • raccogliere dati da un modulo di contatto
  • creare mailing list
  • generare pagine dai contenuti dinamici
  • mandare/ricevere cookies
  • gestire e uploadare file
  • creare registrazione e login di aree riservate
  • effettuare la cifratura/decifratura di dati

Insomma, PHP è assolutamente adatto sia per la realizzazione di piccole e semplici applicazioni sia per lo sviluppo di siti web più complessi e software avanzati.

I vantaggi di imparare un linguaggio di programmazione popolare come PHP

Quali altri vantaggi può offrire lo studio di un linguaggio di programmazione così popolare come PHP?

  • La sua caratteristica di essere facile da apprendere fa in modo che si possa diventare operativi in tempi brevi.
  • Gran parte del suo successo, PHP lo deve anche alla sua sintassi C-LIKE simile al linguaggio C: chi ha già una buona conoscenza di C, imparerà ancora più velocemente PHP; viceversa, chi ancora non conosce linguaggi C-LIKE, dopo aver appreso PHP potrà impararli più facilmente.
  • Per coloro che invece sono ancora nuovi alla programmazione, uno dei vantaggi di sviluppare con un linguaggio popolare è la facilità di trovare assistenza e risorse quando si rimani bloccati. Come già detto, la community intorno al PHP è molto forte e non sarà difficile, di fronte a un ostacolo, trovare sul web qualcuno che ha avuto (e poi risolto) lo stesso problema.
  • Anche a livello di documentazione, la popolarità di PHP avvantaggia gli utenti, che possono consultare una serie infinita di documenti in molte lingue (italiano compreso) o pensare all’acquisto di testi dedicati come guide e manuali. Abbiamo parlato di recente nel nostro articolo sui 7 libri essenziali per imparare a programmare in Java dell’importanza che ancora oggi rivestono i libri per apprendere un linguaggio di programmazione.

Perché il programmatore PHP è così richiesto nel mondo del lavoro e come diventarlo 

Dopo quanto detto, risulta chiaro perché valga la pena imparare PHP anche a distanza di oltre 20 anni dalla sua nascita: è il linguaggio di scripting lato server più usato al mondo. Questo è dovuto anche al fatto che i CMS più utilizzati, come il già citato Wordpress ma anche Magento, e i Framework più popolari, come Drupal, Laravel e Symfony, sono scritti proprio in PHP. Non c’è dunque da sorprendersi se la richiesta di sviluppatori in grado di programmare in PHP è sempre crescente.

La passione per l’informatica è sicuramente un ottimo punto di partenza per chi desidera intraprendere una carriera nel campo della programmazione, ma le competenze vanno certificate. Per diventare programmatori PHP sono diversi i percorsi che si possono intraprendere, a partire dalla propria formazione:

  • diploma di perito informatico: solitamente è il requisito minimo per entrare in azienda;
  • diploma a indirizzo scientifico/matematico: costituisce una buona base di partenza, a cui devono sommarsi corsi professionalizzanti di programmazione;
  • laurea in informatica (triennale o specialistica): a cui possono ovviamente seguire master o corsi di specializzazione in base ai linguaggi di programmazione che si desidera apprendere.

Chiaramente la conoscenza di un solo linguaggio di programmazione, per quanto approfondita, non fa della persona che lo utilizza un programmatore: il consiglio che vi diamo è quello di puntare a una formazione globale, ovvero all’apprendimento di più linguaggi di programmazione.

Ciò non toglie che essere in grado di programmare in PHP rappresenta una delle competenze più richieste per un programmatore informatico.


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